venerdì 26 agosto 2011 • 11:02
Ma Google ha davvero comprato Motorola?
Motorola. Se ne è parlato parecchio in questi giorni, vero? E’ stata comprata da Google, ma tanto era fallita…ma tanto non fa più i cellulari, ma tanto…
Proviamo a fare chiarezza, partendo con una domanda: siamo sicuri che Google abbia proprio comprato la Motorola, quella vera? Motorola fu fondata nel 1928 da Paul Galvin, è nata producendo battery eliminator, che erano essenzialmente una sorta di dinamo…da lì il business si è progressivamente allargato… partendo dalla mitica radio SCR-536 che ha permesso agli Alleati di vincere la Seconda Guerra Mondiale, passando da invenzioni epocali quali transistor arrivando a produrre sistemi basati su onde radio di ogni genere: telefoni cellulari, telefoni satellitari (IRIDIUM), sistemi TETRA, ASTRO, ponti radio a microonde. Oltre a ciò anche televisori (tra gli anni 50 e 70) set-top-box per TV via cavo, microprocessori, sistemi di riconoscimenti biometrici ed altro ancora.
Riassumendo, Motorola ha fatto la nostra storia Moderna delle tecnologie. Nel 1969, Neil Armstrong pronunciò le famose parole «Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco balzo per l’umanità» da una radio Motorola.
Finiti gli elogi però le dolenti (si fa per dire) note.
In Italia, Motorola, al grande pubblico, è universalmente riconosciuta e ricordata quasi esclusivamente per la telefonia cellulare, Motorola era IL telefono cellulare, indimenticabili il mitico Motorola 8700 (chi non ha almeno fatto una telefonata con quel cellulare?), Startac e RAZR; ma oltre questi modelli poi ci fu il baratro. Infatti a parte gli ultimissimi mesi, se si andava in un negozio di telefonia cellulare e si pronunciava Motor… ti fermavano e ti dicevano “spiacenti, Motorola è fallita, non fa più i telefoni”. Il che era ben lontano dalla realtà, ma molto vicino al senso pratico delle cose.
Dopo il RAZR Motorola ha perso il polso del mercato, prima Nokia, poi con l’avvento degli smartphone Apple e Samsung hanno fatto tabula rasa del mercato. Forse per la troppa fiducia in se stessi, forse perché Motorola non è stata in grado di percepire cosa gli utenti volevano (SMS intuitivi da gestire, WiFi, GPS), le vendite nel campo cellulari sono andate a picco, tra il 2007 ed il 2009 Motorola ha polverizzato 4.3 miliardi di dollari nel settore cellulare. Una qualsiasi altra azienda sarebbe fallita (Alitalia è fallita con esattamente metà del debito), ma Motorola no, non è fallita perché appunto non producevano solo cellulari, anzi tutti gli altri settori aziendali (Radio, Set-top-box, mobile computing, Wireless Broadband) erano nettamente in positivo e tiravano avanti il “carretto”.
Ma la situazione non poteva andare avanti in questo modo e fu così che all’inizio del 2011 Motorola è stata divisa in due società separate, unite solo dal logo, ma di fatto due entità fisiche e finanziarie diverse. Una si chiama MOTOROLA SOLUTIONS, ed una MOTOROLA MOBILITY. La prima, SOLUTIONS, è il core business storico, per intenderci: Radio Walkie Talkie, sistemi professionali come TETRA, ASTRO, DMR, Wireless Broadband, Mobile Computing, Scanner, RFid e quant’altro.
Per capirci meglio…fa questo:
La seconda, MOBILITY, era la parte in perdita di Motorola quella dei telefoni cellulari accorpata alla parte di prodotti (esclusivamente venduta negli Stati Uniti) di set-top-box per le TV via Cavo.
Per capirci meglio…fa questo:
Le due aziende ben separate, chiaramente si sono divise “equamente” il portafoglio brevetti di “mamma” Motorola Inc. Rispettivamente per i tipi di tecnologie utilizzate dalle due aziende. Universalmente MOTOROLA Solutions è l’erede di Motorola Inc., diciamo la primogenita della famiglia Galvin, mentre Mobility la secondogenita, a supporto di questa affermazione basta guardare il valore in borsa di Motorola Solutions e Motorola Mobility (a parte l’ultima settimana in cui l’azionariato si è galvanizzato per l’acquisto di Google).
Ritornando a “bomba” siete ancora convinti che Google abbia comprato Motorola?? Certo, ma la secondogenita, sempre comunque fonte preziosa di brevetti e tecnologia. Infatti, nonostante le scelte del passato siano state sbagliate, Mobility vanta ora smartphone di tutto rispetto, ed un market share elevatissimo negli Stati Uniti, un po’ meno in Europa, ma comunque in netta ripresa.
Inoltre, Google, ha appetito di brevetti e Mobility tra i suoi 17000 a portafolio ne ha 18 davvero strategici, un asso nella manica per combattere la “guerra degli smartphone” con Apple, in particolare alcuni chiave su servizi di localizzazione innovativi, design di antenna, trasmissione e-mail, touch-screen motions, software-application manages e protocolli 3G. Già RIM con i suoi Blackberry paga una royalty non “dichiarata al pubblico” per l’utilizzo di alcuni di questi brevetti su ogni cellulare venduto ed Apple ha diversi contenziosi legali aperti con Mobility su prodotti come iOS, Macbook Air ed altri. Non per ultimo Motorola Mobility “conosce la strada del 4G” possedendo anche in questo campo diversi brevetti chiave.
Insomma, sembra ora più chiaro l’investimento da parte di Google di 12,5 miliardi di dollari, per una azienda che ai più sembrava fallita?
L.S. – Basilic.it
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